CESARE BELLONI

Operaio, filosofo, nato a Corneliano

LE TRACCE LASCIATE

Da bambino mi piacevano le tracce lasciate dagli aerei nel cielo. Se una matita seguisse le evoluzioni di una rondine risulterebbe, oltre che un bel disegno, qualcosa di più. Ogni essere che vive nel muoversi lascia una traccia nell'aria, forse la sua firma più vera, profonda, autentica. Anche gli uomini quando si muovono lasciano una traccia unica, personale, diversa dalle altre. Pensiamo alla differenza tra un bambino e un adulto nel compiere la stessa azione: mangiare, per esempio; un gesto spontaneo, istintivo nel bambino, frutto di apprendimento nell'adulto; alla differenza di energia tra il movimento di un giovane e di un anziano; ai movimenti automatici, ossessivi provocati da certe malattie; alle tracce lasciate dagli uomini che lavorano.

A Corneliano spesso vedevo i contadini tagliare l'erba nei prati con la falce, sembrava danzassero; sapevo invece che facevano tanta fatica ma i loro movimenti erano armoniosi, rotondi, sembrava che le loro braccia fossero mosse da un volano. I disegni di Morgan l'avrebbero rivelato.

Che cosa è l'arte di Morgan O'Hara? Secondo me è arte di Vita. Perché è semplice e raffinata, parla di tutti: direttori d'orchestra, intellettuali, contadini, massaie e operai. Parla dell'uomo nella sua manifestazione più vitale, dinamica: il movimento, nella possibilità che questo riveli caratteri sconosciuti o tenuti nascosti, sfuggiti al controllo e fermati nel disegno. Nella linea che acquista un ulteriore significato, non solo contorno, decorazione, sensazione, ma energia. Vita.

Trecella, Italia 2006